Da un buon progetto di un impianto di climatizzazione invernale o estiva possono dipendere più cose di quanto pensiamo: il benessere delle persone in ufficio, la sicurezza degli abitanti di un condominio, il comfort degli utenti di un edificio pubblico e, non ultimo, il rispetto per la natura. Ci avresti mai pensato?

Sì, progettare un impianto di climatizzazione richiede una certa sensibilità verso il benessere psicofisico delle persone, oltre che competenze specialistiche e trasversali; per questo noi di ECTM Ingegneria abbiamo scelto di dedicare a quest’area un intero team di progettazione, con un occhio sempre rivolto alle innovazioni di settore e alle ultime tecnologie.

Condizionamento, riscaldamento, ventilazione: ognuno di questi sistemi deve essere in grado di modificare l’aria in modo tale da creare delle condizioni termoigrometriche ideali (condizioni di temperatura e umidità) e garantire il massimo comfort ambientale. Per la norma UNI ISO EN 7730, il benessere o comfort termoigrometrico è: “la condizione mentale di soddisfazione nei confronti dell’ambiente termico”.

Ma come si ottiene il progetto di un impianto di climatizzazione? Dal disegno dell’impianto alla scelta delle macchine, sono diversi gli aspetti da considerare.

CARICHI TERMICI: I CALCOLI PER UN PROGETTO A REGOLA D’ARTE

Per prima cosa bisogna calcolare i carichi termici. I carichi termici sono tutti i fattori che potrebbero alterare le caratteristiche di comfort ambientale. L’unico metodo valido per valutare e calcolare i carichi termici interni ed esterni è “interrogare l’edificio”. Ecco i primissimi dati di cui l’ingegnere ha bisogno:

  • Informazioni sulla destinazione d’uso dell’edificio
  • Geolocalizzazione ed orientamento dell’edificio
  • Planimetrie dell’edificio con indicazioni sulla superficie e il volume dei locali
  • Stratigrafie delle superfici perimetrali opache (pareti, tetto e pavimento)
  • Tipologia di infissi
  • Eventuale presenza di corpi che creano ombra nei dintorni dell’edificio
  • Macchinari e numero di persone presenti all’interno degli ambienti

Partendo dalle informazioni sull’edificio l’ingegnere analizza poi i carichi termici veri e propri, ossia gli elementi che contribuiscono ad alterare gli stati di comfort ambientale. Alcuni di loro influiscono solo sul regime di raffrescamento, altri su entrambi i regimi. Parliamo degli elementi seguenti:

  • Scambi diretti con l’ambiente esterno attraverso le superfici opache (es. pareti e tetto) e trasparenti (es. finestre)
  • Scambi diretti con ambienti non climatizzati
  • Scambi diretti con il suolo
  • Scambi diretti con ambienti climatizzati a una temperatura diversa
  • Ventilazione degli ambienti (meccanica o naturale)
  • Apporti interni di persone e apparecchiature (solo per il regime di raffrescamento)
  • Apporto della radiazione solare (solo per il regime di raffrescamento)

Completato il calcolo dei carichi termici, è importante valutare il tipo di sistema da installare per il nostro progetto di impianto di climatizzazione invernale o estiva.

IDENTIFICARE SISTEMI DI GENERAZIONE E MACCHINE: SCELTE CHE FANNO LA DIFFERENZA

In questa fase si identificano i sistemi di generazione (es. caldaia, pompa calore, ecc.) e i terminali di distribuzione (es. fancoil, radiatori, ecc.) più adatti allo scopo dell’impianto di climatizzazione da progettare. Nella scelta del sistema da usare intervengono ragioni impiantistiche di natura tecnica e spesso anche le richieste del committente. Ti forniamo qualche esempio.

Immagina una struttura che richieda interventi discreti e poco invasivi: in questo caso l’ideale sarebbe un impianto a espansione diretta perché ha le tubazioni più piccole. Oppure possiamo trovarci di fronte al caso di un ambiente in cui, per motivi di sicurezza, non è possibile utilizzare gas refrigeranti: in questo caso invece è consigliabile un impianto ad aria o ad acqua.

Per la scelta dei terminali di distribuzione consideriamo sempre necessità tecniche e richieste specifiche del contesto e, dove possibile, cerchiamo di unire i desideri del committente. Ma c’è un elemento in più: la scelta dei terminali è legata alla scelta del generatore. Affinché i terminali funzionino correttamente, è importante che il fluido termovettore che arriva dal generatore sia alla giusta temperatura. Riflettiamo sull’esempio dei radiatori in ghisa: scegliendo questo tipo di terminale non è possibile usare un generatore come la pompa di calore, per questo sceglieremo di progettare un impianto che abbia una caldaia come generatore. La pompa di calore, infatti, produce un fluido a temperatura più bassa di quella necessaria per il funzionamento dei radiatori in ghisa.

Ricapitoliamo ora tutti gli elementi necessari a progettare un impianto di climatizzazione invernale o estivo efficiente, sicuro e a norma. Il progetto dovrà prevedere alcune condizioni essenziali:

  • il generatore dovrà avere una potenza tale da bilanciare i carichi termici dell’edificio ed essere adatto al tipo di terminale abbinato
  • il sistema di tubazioni dovrà avere dimensioni perfettamente integrabili nella struttura dell’edificio
  • il tipo e il numero dei terminali dovrà garantire una distribuzione soddisfacente dell’energia termica o frigorifera all’interno degli ambienti da climatizzare

Basta così? Non proprio, ci sono altre condizioni che fanno la differenza. Quando progettiamo un impianto di climatizzazione, invernale o estiva, noi di ECTM scegliamo sempre i sistemi più innovativi: proponiamo sistemi ad alto rendimento o, quando possibile, alimentati da fonti rinnovabili; abbiamo un occhio al risparmio energetico e agli incentivi per la riqualificazione energetica, le ristrutturazioni e il Conto Termico; prevediamo gli interventi successivi e predisponiamo sistemi che garantiscono manutenzione semplice e poco dispendiosa. Vuoi conoscere altri vantaggi? Scopri di più sul nostro metodo di progettazione.