La prima certificazione di un impianto elettrico è la Dichiarazione di conformità alla regola d’arte (abbreviata in “DiCo” o “DICO”). Al termine dei lavori l’impresa installatrice rilascia una dichiarazione per garantire che l’impianto sia stato realizzato secondo le regole tecniche, e sia quindi a norma. L’articolo 7 del DM 37/08, noi di ECTM lo abbiamo definito il “testo sacro” degli impiantisti , stabilisce le disposizioni per la certificazione dell’impianto elettrico.

Aggiungiamo però qualche dettaglio sulla definizione di “regola d’arte”. Con la certificazione dell’impianto elettrico l’installatore dichiara che tutto è stato realizzato seguendo la norma tecnica e le leggi vigenti, ma anche le norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea (o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo).

Se l’impianto è stato installato nei locali di un’azienda o di un’attività commerciale, l’installatore dovrà dichiarare la conformità anche per le norme generali di sicurezza richiamate dall’articolo 1 del DPCM 31 marzo 1989 (e dalle modifiche successive del decreto).

E se l’impianto fosse sprovvisto della Dichiarazione di conformità o il documento non fosse più reperibile? In questi casi è possibile chiedere una Dichiarazione di Rispondenza (abbreviata come DiRi o DIRI). La DiRi sostituisce a tutti gli effetti la DiCo solo per impianti progettati e installati tra il 13 marzo 1990 (data dell’entrata in vigore della legge 46/90) e il 27 marzo 2008 (giorno dell’entrata in vigore del DM 37/08). Se l’impianto non dovesse rientrare nemmeno in questo intervallo di tempo, ci si può avvalere della legge n. 186 del 1° marzo 1968, ma è sempre meglio che sia un professionista abilitato a valutare la questione.

Desideri saperne di più sulla DiCo? Abbiamo scritto un articolo sulla DiCo per gli impianti di climatizzazione in cui  ti raccontiamo come avere le carte in regola anche in questo caso.

Quando parliamo di certificazione di un impianto elettrico è importante ricordare anche le verifiche dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, dei dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e degli impianti elettrici pericolosi. La norma di riferimento per le verifiche è il decreto del Presidente della Repubblica DPR 462/01; per esteso il nome del decreto è: “Decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462” (Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi).

Il DPR 462/01 ha semplificato le procedure per l’installazione e le verifiche dei dispositivi come la messa a terra nei luoghi di lavoro: si tratta infatti di dispositivi deputati a prevenire situazioni di pericolo elevato, in particolare se installati in luoghi a rischio di incendio o esplosione (pensiamo a luoghi come le strutture sanitarie, ai laboratori o ai cantieri). La semplificazione è stato un passo avanti per i datori di lavoro, per i tecnici e per i professionisti abilitati.

Ma scopriamo ora quali documenti include la certificazione dell’impianto elettrico.

Dichiarazione di conformità e verifiche: cosa prevedono e perché sono importanti?

Per una certificazione dell’impianto elettrico corretta e, nello specifico, affinché la dichiarazione dell’impianto elettrico sia completa, l’installatore compilerà un modulo creato sull’esempio dell’Allegato I al DM 37/08 e unirà i documenti seguenti:

  • Il progetto dell’impianto (elaborato seguendo gli articoli 5 e 7 del DM 37/08)
  • La relazione con tipologie dei materiali utilizzati
  • Lo schema dell’impianto realizzato
  • Il riferimento a dichiarazioni di conformità precedenti o parziali esistenti
  • La copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dei professionisti coinvolti
  • L’attestazione di conformità per gli impianti realizzati con materiali o sistemi non normalizzati

Se viene rifatta solo una parte dell’impianto, il progetto, la dichiarazione di conformità e l’attestazione di collaudo (se prevista), si riferiranno solo a quell’intervento. Gli interventi parziali devono comunque tenere in considerazione la sicurezza e la funzionalità dell’impianto intero.

Il decreto DM 37/08 prevede anche un modello di DiCo per gli uffici tecnici interni di imprese non Installatrici (Allegato II). Sia l’Allegato I che l’Allegato II del decreto potrebbero essere modificati o integrati nel tempo come risultato di aggiornamenti di tipo tecnico (norme, tecnologie, ecc).

Come funziona la dichiarazione di conformità per gli impianti citati dal DPR 462/01?

La Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico è ugualmente importante, anzi, come prescrive l’articolo 3 del decreto: “La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell’impianto”.

Le verifiche degli impianti citati dal DPR 462/01 seguono poi i tempi seguenti:

  • Ogni 5 anni per gli impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche
  • Ogni 2 anni per gli impianti installati in luoghi con pericolo di esplosione (come nei cantieri, nei locali ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio)

Vediamo ora chi può rilasciare una DiCo e se ci siano differenze tra le imprese abilitate alle certificazioni e i soggetti che si occupano delle verifiche.

Dichiarazioni di conformità e verifiche: chi se ne occupa e che differenze ci sono?

Partiamo dalla dichiarazione di conformità per un impianto elettrico: possono rilasciarla le imprese abilitate descritte dall’art. 3 del DM 37/08. Per poter essere considerata un’impresa abilitata, l’azienda installatrice deve: essere regolarmente iscritta nel registro delle imprese, esercitare nel settore degli impianti elettrici e avere tutti i requisiti tecnico-professionali richiesti (art. 3 DM 37/08). Le imprese non installatrici interne a un’azienda possono rilasciare la DiCo, ma solo per gli impianti dell’azienda in cui operano. Ne avevamo parlato anche a proposito della manutenzione degli impianti elettrici.

La Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico deve essere rilasciata dall’impresa installatrice abilitata alla fine dei lavori. Tra le tipologie di lavori abbiamo:

  • Installazione di un nuovo impianto
  • Trasformazione di un impianto esistente
  • Ampliamento di un impianto esistente
  • Rifacimento di un impianto esistente
  • Manutenzione straordinaria di un impianto esistente

La Dichiarazione di rispondenza per gli impianti elettrici (DiRi), invece, deve essere rilasciata da un professionista iscritto all’albo che abbia esercitato la professione per almeno cinque anni nel settore elettrico.

Nel caso degli impianti citati dal DPR 462/01, i soggetti abilitati alla verifica sono poi un caso a parte: il datore di lavoro dovrà rivolgersi a organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI.

Quali sono i costi della dichiarazione di conformità per l’impianto elettrico?

In generali i costi per la certificazione di un impianto elettrico, sia per la DiCo che per la DiRi, possono partire dai 500 euro. Sono molti i fattori coinvolti nel prezzo, tra questi annoveriamo:

  • Tipologia dell’impianto (civile, industriale, commerciale, ecc.)
  • Dimensioni dell’impianto in base metri quadri del locale o dell’abitazione
  • Tipologia di intervento sugli impianti esistenti (ampliamento, trasformazione, manutenzione straordinaria ecc.)

Noi di ECTM progettiamo, installiamo, certifichiamo e curiamo la manutenzione degli impianti elettrici. Se necessario, abbiamo un team di ingegneri abilitati per aiutarti con la Dichiarazione di Rispondenza per gli impianti installati prima del 2008.

Ci siamo occupati di impianti elettrici per vari tipi di edifici e strutture, dalle abitazioni alle sale operatorie. Scopri di più sui nostri progetti e contattaci per una consulenza.