Il rifacimento dell’impianto elettrico è a tutti gli effetti un intervento di manutenzione straordinaria e può essere eseguito su un impianto esistente o su alcune sue parti.

Rifare un impianto elettrico è un intervento complesso e se hai ristrutturato casa, o un immobile in genere, saprai sicuramente il perché. L’impianto elettrico è molto articolato: consiste in un sistema di cavi, conduttori e accessori grazie al quale viene erogata l’energia elettrica in un edificio. Per darti un esempio schematico ti facciamo un breve elenco dei suoi elementi principali:

  • Contatore: appartiene al gestore della rete elettrica ed è situato nell’unità immobiliare (casa, ufficio, negozio, ecc.) oppure nel “locale contatori” del condominio
  • Quadro elettrico: è collegato al contatore, si trova nell’unità immobiliare e consente di distribuire l’energia elettrica al suo interno
  • Interruttori magnetotermici differenziali, comunemente denominati “salvavita” e di solito divisi per circuito luci e circuito forza motrice
  • Linee elettriche o “dorsali”: ospitano i cavi che dal quadro elettrico si diramano nell’unità immobiliare
  • Cassette di derivazione: suddividono le linee elettriche verso i punti di destinazione (punto finale)
  • Punti luce: tutti i punti in cui l’energia elettrica è utilizzabile
  • Frutti: prese, pulsanti e interruttori

Perché può essere necessario rifare un impianto elettrico? Si ricorre al rifacimento dell’impianto elettrico soprattutto per adeguarlo alle norme in vigore e agli standard tecnici, per motivi di sicurezza e funzionalità dell’impianto, e per questioni di risparmio energetico. Un impianto a norma garantisce un notevole taglio sui costi nel lungo periodo. Con l’efficientamento energetico, inoltre, puoi accedere anche alle detrazioni fiscali.

Ma quanto è importante adeguare l’impianto elettrico agli ultimi standard tecnici? Oltre a essere importante è necessario, vediamo perché.

Requisiti e prestazioni degli impianti elettrici: a quale livello puntare per il rifacimento?

Prima di elencare qualche esempio di rifacimento, riteniamo essenziale chiarire questo punto: adeguare un impianto elettrico non significa solo rispondere alla regola tecnica, ma anche a dei precisi livelli prestazionali. Se per gli impianti industriali i livelli di prestazione minimi sono sempre stati chiari, con la nuova CEI 64-8, aggiornamento 8.1, anche gli impianti elettrici civili devono rispondere a dei requisiti prestazionali di base.

I Livelli degli impianti elettrici residenziali per la norma CEI 64-8

Livello 1 – Base

Il livello 1 riguarda una dotazione con requisiti minimi:

  • Un numero minimo di prese e punti luce in base alla metratura o al tipo di ambiente
  • Un numero minimo di circuiti in base alla metratura dell’appartamento
  • Rispetto dei parametri per la posizione e la distribuzione delle prese (es. all’ingresso dei locali)
  • Rispetto dei parametri per la posizione e la distribuzione dei punti luce e delle prese in bagno e in cucina (es. all’ingresso dei locali, con un determinato standard di altezza e distanza dai punti di erogazione dell’acqua)
  • Rispetto dei parametri per la posizione e la distribuzione dei punti luce e delle prese per esterni, aree verdi, balconi e terrazze
  • Rispetto dei parametri per le prese telefoniche e per il punto presa della TV (es. un minimo di 6 prese solo per il punto presa TV)
  • Almeno 2 interruttori differenziali per garantire la continuità di servizi

Livello 2 – Standard

Il livello 2 richiede un aumento della dotazione e dei componenti previsti dal livello 1 e in aggiunta:

• L’installazione di dispositivi per la protezione e la sicurezza della casa, come il videocitofono e l’antintrusione
• Un sistema di controllo dei carichi per assicurare la continuità di servizio dell’impianto anche al raggiungimento di certe soglie

Livello 3 – Domotico

Il livello 3 richiede un ulteriore aumento delle dotazioni previste dal livello 2, e in aggiunta la domotica, condizione necessaria anche per garantire l’efficienza energetica. Il livello domotico comprende per esempio:

  • Impianto di sorveglianza e antintrusione
  • Controllo dei carichi
  • Gestione del comando luci e della temperatura
  • Sistema diffusione sonora
  • Sistema di rilevazione dei fumi e/o del gas
  • Sistema antiallagamento
  • Sistema di automazione delle serrande
  • Remote control

Abbiamo appena elencato i nuovi standard prestazionali minimi di un impianto elettrico. Vediamo invece i requisiti previsti dalla legge italiana per realizzare degli impianti elettrici a norma.

Le regole per rifare l’impianto elettrico a prova di normativa

Nel corso degli anni, in Italia, le norme che hanno regolato la progettazione, la realizzazione e la manutenzione degli impianti elettrici sono le seguenti:

  • La legge 1° marzo 1968, n. 186 – Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni e impianti elettrici ed elettronici.
  • La legge 46 del 13 Marzo 1990 – Norme per la sicurezza degli impianti
  • Il DM 37 del 22 Gennaio 2008 – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici

Con il DM 37 del 22 Gennaio 2008, abbreviato DM 37/08, le leggi precedenti vengono aggiornate e in parte abrogate per gli articoli obsoleti.

All’articolo 6, il DM 37/08 prescrive:

  1. Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte.
  2. Con riferimento alle attività produttive, si applicano le norme generali di sicurezza di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989 e le relative modificazioni.
  3. Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Inoltre, gli impianti progettati e realizzati dopo il 2008 devono possedere una Dichiarazione di conformità mentre per gli impianti precedenti al 2008 è necessario produrre una Dichiarazione di Rispondenza (DM 37/08, art. 7). Per approfondire, leggi il nostro articolo sulla certificazione degli impianti elettrici e quando richiederla.

Se l’impianto elettrico è obsoleto, con il rifacimento possiamo sostituire i cavi elettrici e installare o ristabilire le tubazioni in PVC, oppure rifare il vano del quadro elettrico, delle cassette di derivazione e delle scatole porta-frutti.

Rifare un impianto elettrico può richiedere delle demolizioni parziali, la necessità di tracciare nuovamente il percorso di tubi e cavi (rifare le tracce) o rimuovere macchine e componenti per far spazio a elementi nuovi. Questi interventi sono assimilabili alla manutenzione straordinaria, così come definita dal Testo Unico per l’Edilizia (DPR 380/2001, art. 3). È proprio per questo che per stabilire l’entità, la durata e il costo dell’intervento è essenziale il sopralluogo di professionisti e tecnici esperti.

Come orientarsi per rifare l’impianto elettrico: costi e imprese abilitate

Come per le certificazioni, anche il rifacimento dell’impianto elettrico può richiedere un investimento variabile secondo una serie di parametri:

  • Tipologia dell’impianto (civile, industriale, commerciale, a rischio di incendio o esplosione, ecc.)
  • Dimensioni dell’impianto, in base metri quadri del locale o dell’abitazione
  • Potenza impegnata, se maggiore o minore di 6 kW

L’investimento per il rifacimento dell’impianto elettrico di un appartamento, per i livelli CEI 64/8, può essere in media tra i 65 ai 90 euro/mq. Per gli impianti industriali il costo è di circa 70 euro/mq. I prezzi potrebbero variare nel caso fosse necessario progettare di nuovo tutto l’impianto o solo alcune sue porzioni.

Il rifacimento dell’impianto elettrico richiede poi una dichiarazione di conformità regolarmente depositata (DM 37/08 art. 11).

Per i rifacimenti che prevedono demolizioni e opere murarie, – per rifare le tracce ad esempio – è necessario presentare la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) con l’aiuto di un tecnico specializzato.

Il rifacimento dell’impianto elettrico, come potrai immaginare, è un vero e proprio investimento sul futuro dell’immobile: c’è in gioco la sicurezza di famiglie o lavoratori, ti permette di tagliare i costi in bolletta e di salvaguardare l’ambiente. Come abbiamo specificato per le manutenzioni sugli impianti elettrici, i lavori devono essere eseguiti da ditte abilitate, iscritte nel registro delle imprese, specializzate negli impianti elettrici e con requisiti tecnico-professionali comprovati (DM 37/08, artt. 3 e 4). Se l’impianto non è a regola d’arte rischi delle sanzioni.

È ora di rifare l’impianto elettrico? Affidati ai tecnici di ECTM. Possiamo seguirti in ogni fase del lavoro, dal progetto alla realizzazione, e ci occupiamo per te delle certificazioni e delle pratiche come la CILA. Scopri come realizzare impianti sicuri e ridurre gli sprechi.