Come staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, è una richiesta che ci arriva ancora oggi, in particolare per gli impianti più obsoleti. Solo dei progettisti competenti e dei tecnici abilitati possono aiutarti a valutare vantaggi e svantaggi di un eventuale distacco, possono descrivere quanto il distacco sia fattibile sul piano tecnico e quanto sia conveniente sul piano economico.

Parlando di impianti obsoleti e di come staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, è fuor di dubbio che i sistemi di riscaldamento dei vecchi condomìni fossero dispendiosi e lasciassero davvero pochi margini di autonomia nella gestione. Molti di questi impianti termici erano sovradimensionati, con una potenza maggiore del necessario, e questo aspetto generava ulteriori costi.

Grazie a una progettazione più accurata e all’introduzione di tecnologie più avanzate, oggi la gestione di un impianto centralizzato è meno onerosa e consente una maggiore elasticità nell’utilizzo. In un recente approfondimento, abbiamo spiegato come funziona un impianto di riscaldamento centralizzato e come si è evoluto nel tempo. Tuttavia, è possibile che ci siano diverse esigenze che richiedano il distacco ancora oggi.

Esaminiamo insieme come staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, con quali costi e quali benefici.

Ci si può staccare dall’impianto centralizzato? Un occhio alle norme e alle procedure

Staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato ha come vantaggio evidente la totale autonomia nella gestione dei terminali o corpi riscaldanti: non ci sarebbero più i vincoli verso gli obblighi di legge sui periodi e sugli orari di accensione. Se desideri un riepilogo di questo genere di vincoli, troverai delle tabelle sintetiche nell’articolo dedicato al funzionamento dell’impianto centralizzato.

Ma cosa accade quando un condomino decide di staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato? Per orientarci sul tema, leggiamo il Codice civile. L’articolo 1118 del Codice civile cita: “Il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”.

Staccarsi dall’impianto di riscaldamento è contemplato, ma non è possibile farlo così a cuor leggero. Con l’intervento, l’impianto centralizzato non deve essere danneggiato, non deve subire alterazioni dei componenti, delle funzioni o dell’equilibrio termico generale. Per stabilire ciò, e soprattutto per studiare se il distacco sia fattibile e conveniente, è necessario l’intervento di un esperto. Non è scontato ribadire che per staccarsi dall’impianto di riscaldamento è decisivo l’intervento di tecnici con elevate competenze.

Prima di realizzare l’intervento è necessario redigere una perizia, una diagnosi energetica per adeguarsi alle disposizioni dell’art. 1118 del Codice civile: calcolare gli effettivi valori della dispersione energetica e garantire al condominio che dal distacco non deriveranno squilibri o spese aggiuntive. Grazie ai calcoli, possiamo valutare se il condomino possa o meno staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, analizzando costi e benefici per sé.

Per procedere al distacco, invece, i corpi scaldanti vengono scollegati: si chiudono le valvole di intercettazione e si appone la piombatura di sigillo.

Staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato: quali spese comporta?

Il condomino che ha scelto di staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato dovrà partecipare alle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, e alle spese del cosiddetto “riscaldamento involontario” (art. 1118 c.c.). Per riscaldamento involontario, intendiamo quella parte di calore che l’appartamento riceve per effetto delle tubazioni che lo attraversano. Tutte le spese continueranno a essere calcolate sulla base degli effettivi millesimi di riscaldamento: in questo modo si escluderanno spese aggiuntive per gli altri inquilini collegati all’impianto centralizzato.

Se non è accessibile una mappatura accurata della rete di distribuzione, si fa ricorso alla norma tecnica UNI 10200/13: al prospetto 10, la norma indica come suddividere i valori tra la quota termica di riscaldamento e la quota delle dispersioni.

come staccarsi dall'impianto di riscaldamento centralizzato Calcolo del coefficiente di dispersione termica

Tab. 1 Calcolo del coefficiente di dispersione termica

Partendo dai rilievi sull’impianto, si analizzano i dati inseriti in una specifica matrice e si ottiene il coefficiente di dispersione energetica.

Il coefficiente rappresenta la quota di energia dispersa, calcolata sulla base dell’energia utile agli ambienti. Ripartendo il coefficiente sul totale dell’energia fornita (energia utile + energia dispersa) si ottiene la suddivisione in percentuali fra:

  • Energia erogata dall’impianto termico
  • Energia utile agli ambienti
  • Energia dispersa

Per ottenere la quota della dispersione della rete di distribuzione partiamo dalla potenza complessiva erogata dalla centrale termica dell’impianto, e calcoliamo la percentuale.

Se conosciamo il valore di energia dispersa, possiamo poi formulare l’importo economico da attribuire all’inquilino che desidera staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, e la relativa quota di millesimi di partenza del riscaldamento. Per la quota di millesimi ci rifacciamo al prospetto millesimale riassuntivo.

Staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, però, non è un processo irreversibile: i condòmini e l’amministratore possono garantire la possibilità di riallacciarsi all’impianto in qualsiasi momento. A quel punto si ricollegherebbero i corpi scaldanti e da quel momento verrebbero ricalcolate le quote economiche di energia dispersa, di energia volontaria e di manutenzione.

La comunicazione di distacco dall’impianto è necessaria? Ecco come regolarsi

Abbiamo esaminato come staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato, sia dal punto di vista normativo, che dal punto di vista tecnico. Ma prima dell’intervento effettivo, il condomino deve dare al condominio la comunicazione di distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento.

La legge dell’11 dicembre 2012, n. 220 ha introdotto alcune integrazioni per l’art. 1118 del Codice civile, tra cui proprio il caso della comunicazione di distacco dall’impianto centralizzato di riscaldamento: “Il condomino pertanto dovrà dimostrare, tramite diagnosi energetica dell’edificio redatta da un professionista, che il distacco non determina squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini e darne semplice comunicazione al condominio facendo convocare apposita assemblea”.

Il nostro consiglio è di presentare una perizia il più esaustiva possibile, per dimostrare che il distacco non comporterà notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. Più la perizia sarà completa e dettagliata, maggiori saranno le possibilità di evitare pareri sfavorevoli, richiesta di integrazioni o controperizie da parte dell’assemblea.

Al termine dell’intervento di distacco effettivo, in ogni caso, l’installatore rilascia una perizia asseverata nella quale dichiara che l’intervento è stato eseguito a regola d’arte e che il condomino non è più in condizione di utilizzare l’impianto centralizzato. Lo stesso condomino dovrà espressamente dichiarare in forma scritta di rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato.

Nel caso in cui il condomino volesse riallacciarsi all’impianto centralizzato dovrà comunicarlo anche in questo caso all’amministratore per ottenere il parere favorevole, e dare la possibilità di ricalcolare le conseguenti quote economiche di spesa.

Stai valutando se staccarti o meno dall’impianto di riscaldamento centralizzato del tuo condominio? Sei alla ricerca di soluzioni per risparmiare sul riscaldamento e avere impianti efficienti? I nostri tecnici sono abilitati a valutare e realizzare il distacco dal sistema centralizzato.

Inoltre, se stai pensando di scegliere e installare un sistema di riscaldamento più avanzato, possiamo seguirti in ogni fase del progetto: noi di ECTM ci occupiamo di progettazione, realizzazione, manutenzione e sanificazione di edifici e impianti. Scopri come realizziamo gli impianti di climatizzazione invernale ed estiva.