Eccoci giunti nel pieno del periodo estivo, i primi caldi cominciano a farsi sentire e con l’alzarsi delle temperature i condizionatori d’aria lavorano a pieno regime nelle case degli italiani, ma siamo certi di aver effettuato una corretta manutenzione degli impianti di climatizzazione casalinghi? La documentazione, necessaria per un impianto sicuro a norma, è stata correttamente aggiornata?

Documento fondamentale da allegare alla dichiarazione di conformità, lo schema d’impianto di climatizzazione di una casa serve a capire quali e quanti siano i generatori che compongono l’impianto, quali siano le utenze e in che modo vengono servite.
Lo schema d’impianto raccoglie quindi tutte le informazioni utili concernenti la progettazione dell’impianto; dettagli importantissimi che, nella fase di cantierizzazione, faciliteranno l’installatore che potrà capire autonomamente quali saranno i passaggi tecnici da portare a termine affinché l’impianto venga messo in funzione.

Il progetto di un impianto di climatizzazione di norma comprende la stesura di un elaborato tecnico e la produzione della documentazione integrativa che attesta eventuali variazioni in corso d’opera. Altro documento prezioso nell’ambito della progettazione di un impianto di condizionamento (casalingo e non) è appunto lo schema, fondamentale per avere una descrizione completa dell’opera e del modo in cui è stata realizzata. Il progetto quindi necessita di uno schema elettrico, di uno schema idraulico (nel caso di impianti idronici), e di uno schema delle linee frigorifere (nel caso di impianti a espansione diretta con utilizzo di gas fluorurati).

  • Schema elettrico: predispone e traccia percorsi e linee dell’alimentazione elettrica.
  • Schema idraulico: dimensiona e traccia i percorsi delle tubazioni coinvolte nel processo di scambio termico, riportandone diametri, sezioni, lunghezze e materiali. Definisce inoltre le tipologie e i percorsi delle tubazioni all’interno delle quali circolano gli F-Gas.

Questi importanti documenti dovranno essere redatti da personale tecnico abilitato della ditta esecutrice e allegati alla dichiarazione di conformità(Di.Co.).

Dichiarazione di conformità: quali documenti deve contenere?

Lo schema di un impianto d’aria condizionata di un appartamento deve quindi essere obbligatoriamente allegato alla dichiarazione di conformità. Ma di cosa parliamo quando parliamo di Di.Co.? Secondo quanto stabilito dall’articolo n.7 del DM 37/98, è la dichiarazione di conformità ad assicurare la funzionalità e la sicurezza di un impianto e a garantire che l’impianto di climatizzazione sia stato realizzato con i materiali adatti, secondo le norme tecniche imposte dalla legge e soprattutto seguendo pedissequamente il progetto.

Questa preziosa documentazione, sempre obbligatoria e più o meno restrittiva in base alla normativa vigente e alla destinazione d’uso del locale che ospiterà l’impianto, dovrà essere rilasciata dall’impresa esecutrice al committente una volta portati a termine i lavori.

Attenzione! Forse non tutti sanno che la Di.Co. è necessaria anche in caso di ampliamenti, trasformazioni e manutenzioni straordinarie su impianti di climatizzazione già esistenti. Ogni modifica o aggiunta, infatti, implicherà la stesura di una dichiarazione di conformità a sé stante.

La Di.Co. quindi deve obbligatoriamente contenere:

  • Schema d’impianto: descrive l’opera per come è stata realizzata.
  • Progetto dell’impianto: composto da un elaborato tecnico e dalla documentazione alternativa che descrive nel dettaglio eventuali modifiche effettuate in corso d’opera.
  • Relazione dei materiali: prodotta, timbrata e firmata dalla ditta esecutrice, la relazione contiene un elenco dettagliato dei materiali impiegati con le rispettive certificazioni, marcature e dichiarazione di conformità alle norme CEI o UNI.
  • Dichiarazione che attesti che gli impianti sono stati progettati e realizzati correttamente: questo documento, vidimato dal titolare della ditta esecutrice e dal responsabile tecnico, contiene destinazione d’uso, tipologia e luogo d’installazione dell’impianto. Il tecnico deve inoltre indicare quale tipo di intervento è stato effettuato (manutenzione, nuovo impianto, ampliamento, ecc.) e specificare i dati dell’impresa esecutrice e del cliente.
  • Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell’installatore: questi documenti confermano che la ditta sia effettivamente iscritta al registro delle imprese e che i tecnici abbiano delle competenze documentate (diplomi, attestati, certificazioni) per poter realizzare l’impianto richiesto.
  • Eventuali Di.Co. precedenti o parziali già esistenti: se i lavori vengono effettuati su impianti già esistenti, sarà fondamentale fare menzione di precedenti dichiarazioni di conformità segnalando il nome della ditta esecutrice, la data dei lavori e la vecchia dichiarazione.

Tra i documenti fondamentali, formulati per attestare che un impianto di climatizzazione sia in regola, troviamo poi la Di.Ri (dichiarazione di rispondenza) e il libretto di impianto per la climatizzazione.
La dichiarazione di rispondenza è un documento redatto da un professionista specializzato e abilitato, necessario per tutti gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 37/2008. Tale decreto, emanato dal Ministero dello sviluppo economico il 22 gennaio 2008, specifica gli obblighi dell’azienda esecutrice e del cliente e stabilisce quale documentazione debba essere fornita al committente dalla ditta installatrice. Il libretto d’impianto invece, consegnato al responsabile del sistema di climatizzazione (che potrà essere il proprietario dell’immobile, l’affittuario o l’amministratore di condominio), dovrà essere costantemente aggiornato e riporterà tutti i dettagli tecnici dell’impianto di climatizzazione.

A ogni impianto il suo schema: le tipologie d’impianto di condizionamento

Di primaria importanza anche per portare a termine le opere di predisposizione di un climatizzatore, lo schema di un impianto di condizionamento varia in base al tipo di impianto progettato. Criterio fondamentale per la classificazione dei vari impianti di condizionamento è senza dubbio il fluido termovettore utilizzato, in altre parole il “veicolo” fondamentale per il trasporto e la distribuzione dell’energia termica scaturita dal generatore.

Possiamo quindi distinguere:

  • Impianti ad aria
  • Impianti ad acqua
  • Impianti a fluido refrigerante

Negli impianti ad aria, il fluido termovettore utilizzato è appunto l’aria. Questo impianto è formato da un’unità centrale di condizionamento nella quale l’aria prelevata dall’esterno viene raffreddata o riscaldata e poi distribuita per giungere agli elementi terminali dell’impianto grazie a un sistema di canali ed essere immessa negli ambienti tramite le bocchette di areazione.
Gli impianti ad aria si differenziano in impianti ad alta velocità, impianti a bassa velocità (i più diffusi), impianti senza ricircolo (largamente utilizzati, ad esempio, per ospedali e scuole), impianti con ricircolo (indicati per strutture molto vaste e soggette ad affollamento) e impianti a tutt’aria a portata variabile (VAV).

Conosciuti anche come impianti aria-acqua, gli impianti ad acqua prevedono lo scambio di energia tra il fluido termovettore, ossia l’acqua, e l’aria immessa nell’ambiente. Caratterizzati da un ingombro minimo in fatto di tubazioni, questi impianti sono largamente utilizzati in vecchi edifici, privi di spazio sufficiente per i canali. A parità di volume, infatti, l’acqua riesce a trasferire maggiori quantità di energia rispetto all’aria. Gli impianti aria-acqua si distinguono a loro volta in impianti a ventilconvettori con aria primaria, impianti a pannelli radianti e impianti con mobiletti a induzione.

Scelti perlopiù in ambito domestico, negli edifici già esistenti in cui sia complesso progettare ex novo un impianto di climatizzazione centralizzato e in ambienti non troppo vasti, gli impianti a fluido refrigerante utilizzano un particolare fluido termovettore: gli F-Gas, altrimenti detti gas fluorurati che, comprimendosi ed espandendosi, favoriscono il rilascio o l’assorbimento di calore a seconda delle esigenze.

Questi gas, denominati “a effetto serra”, sono regolamentati dal D.P.R 146/2018 e devono essere smaltiti e trattati con molta attenzione; se siete curiosi di saperne di più, leggete il nostro approfondimento dedicato alla normativa relativa al montaggio dei climatizzatori.

Questi impianti possono essere costituiti da un’unità singola che comprende unità frigorifera, batteria di scambio e unità di ventilazione. Esistono poi gli impianti di condizionamento split (mono, dual o multi split), formati da una o più unità interne, collocate nell’ambiente da climatizzare, e un’unità motore esterna. Annoveriamo infine gli impianti VRF, sistemi ad espansione diretta a pompa di calore, largamente utilizzati in edifici residenziali, ospedali, uffici e centri commerciali e capaci di offrire un notevole risparmio energetico.

Pensi che sia giunto il momento di rifare il tuo impianto di climatizzazione o hai il dubbio di non essere in regola con la documentazione necessaria? Noi di ECTM ci occupiamo della progettazione, della realizzazione, della manutenzione e della sanificazione di impianti di climatizzazione estiva e invernale. Avresti mai immaginato poi che per alcuni di questi interventi potresti approfittare del Superbonus 110% e delle tante detrazioni fiscali in ambito edilizio attualmente in vigore? Contattaci per una consulenza, il nostro team di ingegneri e tecnici altamente qualificati ti aiuterà a scegliere la soluzione migliore per le tue esigenze.