Le pagine di cronaca dei nostri quotidiani sono piene di testimonianze sugli effetti devastanti degli eventi sismici che, ciclicamente nel tempo, colpiscono il nostro Paese. La penisola italiana, lo abbiamo visto nel nostro approfondimento dedicato all’adeguamento antisismico, presenta un’intensa attività sismica su oltre l’80% della sua superficie. I terremoti inoltre, assai differenti l’uno dall’altro per intensità e caratteristiche, colgono spesso impreparato il nostro patrimonio edilizio vessato dalle criticità imposte da carenze strutturali, materiali scadenti e abusi di vario genere.

In Italia quindi è spesso necessario intervenire con l’adeguamento e il miglioramento sismico tramite interventi antisismici su vecchi edifici, fondamentali per mettere in sicurezza le strutture già esistenti. Ma quali sono gli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico? Una classificazione degli interventi sulle costruzioni esistenti ce la forniscono le NTC 2018 (Norme tecniche per le costruzioni) e i successivi aggiornamenti. Gli interventi pensati per ottenere un sostanziale miglioramento del comportamento sismico di edifici e strutture sono:

Interventi di adeguamento: Portati a termine su edifici esistenti, questi interventi sono una vera e propria misura preventiva che “protegge” gli edifici da gravi danni arrecati da un evento sismico. Questa tipologia di intervento produce un incremento sostanziale dei livelli di sicurezza, rendendoli pari a quelli di un edificio di nuova costruzione, in linea con i requisiti imposti dalla normativa vigente. L’adeguamento antisismico è attualmente obbligatorio per edifici con funzione di pubblica utilità o strategici come ad esempio scuole, ospedali ed edifici governativi. In caso di abitazioni private sarà invece obbligatorio per legge ricorrere all’adeguamento sismico qualora si vogliano effettuare modifiche che cambino la destinazione d’uso dell’edificio o che ne alterino il comportamento strutturale.

Interventi di miglioramento: Gli interventi di miglioramento sismico sono definiti come:

Tutti i lavori che hanno come obiettivo quello di aumentare la sicurezza di un edificio e la sua resistenza a un’azione sismica.

Questo miglioramento delle condizioni di sicurezza, definito dalla normativa vigente “effettivo” e quindi verificabile tramite una valutazione della sicurezza dell’edificio, non consentirà alla struttura di raggiungere i livelli di un edificio di nuova costruzione ma permetterà ad esempio di prevenire meccanismi di dissesto delle murature, contenere possibili distacchi e prevenire la formazione di crepe.

Interventi locali o riparazioni: Questi interventi vengono effettuati su aree circoscritte e singoli elementi di un edificio e, differentemente dal miglioramento e dall’adeguamento sismico, non modificano il comportamento strutturale degli edifici. Pensati quindi per ripristinare o migliorare porzioni di struttura, gli interventi locali possono ad esempio comprendere la riparazione di pannelli murari, travi, pilastri e architravi, la costruzione di scale interne e lucernari o la sostituzione di coperture e solai.

Gli interventi di consolidamento adatti a ripristinare la sicurezza antisismica di case vecchie sono molti e molto complessi, potrete leggere tutti i dettagli tecnici al riguardo sul nostro articolo incentrato sul ripristino della sicurezza degli edifici. Interventi pensati per il rafforzamento dei solai e per la riduzione della loro deformabilità, iniezioni di miscele leganti, inserimento di catene, tiranti e barre metalliche nelle murature, consolidamento di fondazioni e intonaci rinforzati: queste sono solo alcune delle possibilità che un progettista esperto potrà valutare per mettere in sicurezza la vostra casa o limitare i danni in caso di terremoti.

L’importanza dell’analisi storico-critica per gli interventi antisismici su vecchi edifici

Fondamentale per lo studio di una strategia antisismica per case vecchie è l’analisi storico-critica dell’edificio. La conoscenza della storia del fabbricato è infatti un elemento prezioso per valutare la sicurezza attuale della struttura e per definire quali siano gli interventi più efficaci.

Questa importante operazione ha lo scopo di intraprendere un percorso a ritroso attraverso i fenomeni di degrado, gli eventuali dissesti, le cosiddette vicende costruttive e soprattutto gli interventi trasformativi operati sull’edificio nel corso del tempo.
Sarà proprio l’indagine storico-critica a fornire al progettista la documentazione necessaria per interpretare correttamente il comportamento strutturale dell’edificio e tutte le informazioni utili per capire cosa possa aver eventualmente modificato l’assetto statico originario dell’abitazione.

Durante l’analisi storico-critica verranno raccolte relazioni progettuali e di collaudo concernenti le tecniche e l’epoca di costruzione, la normativa in vigore nel momento della costruzione, le regole costruttive, vari rilievi, documenti che riportino i traumi subiti dalla struttura, dissesti, deformazioni, pregressi interventi di consolidamento e una relazione contenente gli aspetti storici e urbanistici dell’area su cui sorge l’edificio.

Nelle costruzioni in muratura poi, caratterizzate dall’utilizzo di molti tipi di materiali e svariate tecniche costruttive, sarà fondamentale conoscere le peculiarità dei vari collegamenti, gli elementi costruttivi, i materiali e l’efficacia dei vari incatenamenti. Particolarmente predisposti, in seguito a scosse sismiche, a collassi e disequilibri delle porzioni murarie, gli edifici costruiti in muratura di pessima qualità potranno infatti andare incontro a fessurazione, disgregazione o distacco dei paramenti.

La valutazione del rischio sismico

Fondamentale per scegliere quale intervento portare a termine per questo o quell’edificio, la valutazione del rischio sismico è regolamentata dal Decreto Ministeriale n.24 del 09/01/2020. Le “Linee guida per la classificazione del rischio sismico nonché le modalità per l’attestazione dell’efficacia degli interventi effettuati” sono quindi utili per misurare, a livello matematico e ingegneristico, i danni (in gergo tecnico la “perdita”) conseguenti a un terremoto. Per comprendere al meglio di cosa parliamo quando parliamo di rischio sismico dobbiamo però introdurre i concetti di pericolosità (da cui derivano le zone sismiche), vulnerabilità ed esposizione, variabili fondamentali per il calcolo del rischio sismico.

  • Pericolosità: probabilità che si verifichi un terremoto.
  • Vulnerabilità: capacità di risposta della struttura all’evento sismico e possibili conseguenze (su questo elemento influiscono gli interventi di consolidamento antisismico!)
  • Esposizione: valutazione delle conseguenze dal punto di vista socio-economico.

Come comportarsi in caso di terremoto

Ora che abbiamo visto come edifici, abitazioni e fabbricati reagiscono alle scosse di un sisma, capiamo insieme come comportarci in caso una scossa sismica dovesse coglierci mentre ci troviamo in casa. Conoscere e rispettare poche, semplici regole di comportamento e adottare alcuni accorgimenti potrà consentirci di salvare la vita a noi stessi e a chi ci circonda.

Prima dell’evento sismico

  • Informarsi sulla classificazione sismica del comune di residenza e sull’ubicazione delle aree di attesa e prima accoglienza locali.
  • Conoscere gli impianti della propria abitazione: sapere dove si trovano gli interruttori dell’impianto elettrico e i rubinetti di acqua e gas sarà fondamentale.
  • Fissare al muro mobili e arredi pesanti e non collocare su mensole e scaffali oggetti di grandi dimensioni.
  • Premunirsi di una cassetta di pronto soccorso, di un estintore e di una torcia elettrica.

Durante l’evento sismico

  • Cercare riparo nel vano di una porta collocata in un muro portante (visivamente più spesso) o sotto una trave per scongiurare le conseguenze di eventuali crolli.
  • Ripararsi sotto un tavolo o un letto e allontanarsi da mobili, vetri, specchi e oggetti pesanti.
  • Non usare l’ascensore e non correre verso le scale.

Dopo l’evento sismico

  • Prima di uscire di casa, chiudere acqua, gas e luce e indossare scarpe chiuse per evitare di ferirsi con detriti e calcinacci.
  • Non accendere la luce e non usare candele o accendini.
  • Raggiungere immediatamente le aree di attesa stabilite dal piano di emergenza comunale.
  • Evitare di utilizzare il telefono cellulare per lasciare libere le linee telefoniche.
  • Evitare di utilizzare l’automobile per non intralciare i soccorsi.
  • Prestare soccorso a chiunque si trovi in difficoltà (senza spostare i feriti).

Il nostro team conosce alla perfezione la normativa antisismica ed è in grado di pianificare ed effettuare interventi di miglioramento e adeguamento sismico su ogni tipo di edificio e struttura. Sarà la nostra squadra inoltre a supportarti nella verifica della classe di rischio sismico del tuo edificio. Contattaci per una consulenza e affida a ECTM la sicurezza della tua casa.