A ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, sarà capitato di dover commissionare il rifacimento o la realizzazione ex novo di un impianto elettrico e, in questa occasione, di interfacciarsi con i complessi simboli e segni grafici che caratterizzano lo schema di un impianto elettrico domestico.

L’impianto elettrico, lo abbiamo detto più volte nei nostri approfondimenti dedicati a requisiti e costi di impianti performanti e sicuri, è l’insieme di tutti i componenti preposti a generare, distribuire e utilizzare la corrente elettrica: è quindi grazie all’impianto elettrico che è possibile trasferire la corrente da un punto di alimentazione a un punto di utilizzazione in qualsiasi tipo di struttura, abitazione o edificio.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di uno schema di un impianto elettrico a norma? Lo schema elettrico serve a definire, all’interno delle civili abitazioni e non solo, il passaggio dei cavi, la disposizione del quadro elettrico, dei punti luce e delle prese. Tutto quel che concerne la struttura di un impianto elettrico viene quindi raffigurato all’interno di un dettagliato elaborato grafico, caratterizzato da una nomenclatura ben precisa, in cui la disposizione dei vari elementi viene scelta dal cliente e dal progettista nel rispetto della normativa vigente in materia.

Chi si occupa, quindi, dell’elaborazione di uno schema d’impianto elettrico? E ancora, quali sono i riferimenti legislativi di cui tener conto quando si vuole commissionare la progettazione, il rifacimento o la manutenzione di un impianto elettrico?

Le caratteristiche fondamentali di un impianto realizzato a regola d’arte: esempi di schema

Essenziale per la realizzazione di un impianto elettrico, lo schema d’impianto deve essere elaborato in modo puntuale e deve contenere tutti i riferimenti necessari per favorire lo studio e la realizzazione dell’opera. Come abbiamo detto, specifici simboli e segni grafici andranno a rappresentare tutte le componenti elettriche (come interruttori, prese e punti luce) segnalando in modo chiaro le aree in cui andranno installate: ma cosa fare perché lo schema di un impianto elettrico di casa sia perfetto dal punto di vista normativo e prestazionale?

Cominciamo col ricordare ai nostri lettori che lo schema d’impianto elettrico a norma deve essere tassativamente elaborato da un tecnico o progettista abilitato, iscritto all’albo di riferimento, o da ditte specializzate nella progettazione di impianti elettrici regolarmente iscritte nel registro delle imprese, nel rispetto della normativa CEI. È proprio il Comitato Elettrotecnico Italiano, con l’articolo 21 della norma 64/08, a stabilire gli elementi costitutivi fondamentali di un impianto elettrico:

  • Circuiti di alimentazione delle prese a spina.
  • Circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori.
  • Apparecchiature di protezione.

I requisiti prestazionali di un impianto elettrico sono invece valutati in base a due parametri: la sicurezza ambientale, ossia il livello di protezione di oggetti e persone nell’ambiente, e la flessibilità, quindi la capacità di adeguamento dell’impianto alle esigenze abitative mutevoli nel corso del tempo.

Lo schema di un impianto elettrico a norma, lo abbiamo visto nel nostro ultimo articolo, deve possedere una linea di messa a terra e un interruttore salvavita, dispositivo adibito alla protezione degli utenti da contatti accidentali, diretti e indiretti, con l’elettricità.

Lo schema andrà quindi a ricalcare le caratteristiche dell’impianto stesso ed è fondamentale che il progettista:

  • sia in possesso della planimetria dell’immobile;
  • tenga in considerazione i desideri della committenza in fatto di disposizione di mobili, prese di corrente, elettrodomestici, punti luce e apparecchiature alimentate con energia elettrica.

Entriamo ora nel vivo della questione e cerchiamo di comprendere, attraverso alcuni semplici esempi, di cosa si compone un classico schema d’impianto elettrico domestico.
Uno schema d’impianto completo e dettagliato per edifici a uso civile conterrà:

Schema unifilare: in questo elaborato troveremo rappresentate le connessioni e le caratteristiche tecniche di conduttori, interruttori e altri dispositivi che, a seconda della normativa di riferimento per l’impianto in oggetto, devono rispettare determinati parametri.

Esempio di schema d'impianto elettrico domestico unifilare.

Un esempio di schema unifilare di un impianto elettrico domestico.


Schema FM: in questo schema troveremo evidenziati i vari collegamenti e punti di accesso alla corrente elettrica (prese).
Schema Luci: in questo schema troveremo raffigurati i punti luce che saranno parte integrante dell’impianto elettrico.
Esempi di schemi di impianto elettrico domestico FM e luci

Due esempi di schemi FM e luci di un impianto elettrico domestico.

Certificazione dell’impianto elettrico: quando lo schema d’impianto è obbligatorio?

Il progetto di un impianto elettrico, come già detto, in alcuni specifici casi dovrà essere obbligatoriamente redatto da un professionista abilitato: in edifici a uso civile con utenze condominiali superiori a 6kW o unità abitative che superino i 400 mq o più di 6 kW di potenza impegnata.

Inoltre, per essere definito “a norma”, un impianto elettrico deve soddisfare determinati parametri stabiliti dalla normativa nazionale e comunitaria in materia, come le importantissime norme CEI e UNI. Altro importante riferimento legislativo in fatto di impianti elettrici è poi il Decreto Ministeriale 37/2008 che stabilisce l’obbligo di progettazione di un impianto elettrico per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento del suddetto.

È sempre il DM 37/2008 a indicarci le certificazioni necessarie affinché la dichiarazione dell’impianto elettrico sia esaustiva e completa.
Tra i documenti necessari troveremo quindi:

  • Il progetto dell’impianto (elaborato in base ai dettami del DM 37/08).
  • Lo schema d’impianto.
  • La relazione contenente i materiali utilizzati.
  • Riferimenti a dichiarazioni di conformità parziali o complete già esistenti.
  • Copia del certificato che attesti i requisiti tecnico-professionali delle figure che si sono occupate di progettare e portare a termine l’impianto.
  • Attestazione di conformità per gli impianti realizzati con materiali o sistemi non normalizzati

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